2 giugno 1946 – 2 giugno 2026
Ottantesimo anniversario della Repubblica

Il suffragio universale atto fondativo della democrazia:
Il 2 giugno 1946 l’Italia, attraverso il voto del referendum istituzionale tra monarchia e repubblica e l’elezione dell’Assemblea costituente, torna ad essere responsabile delle sue scelte. Si pongono le basi del nuovo Stato e si definiscono i principi del suo governo.
Il progetto è quello di realizzare una democrazia, obiettivo condiviso da tutte le forze costituzionali.
Un percorso tormentato:
Tre giorni dopo le elezioni, il 5 giugno, il ministro dell’Interno annuncia la vittoria della Repubblica. Il risultato sarà impugnato dai fautori del re davanti alla Corte di Cassazione in merito al conteggio delle schede bianche e nulle. Si dovrà aspettare il 18 giugno, quando il re ha già preso la via dell’esilio, perché la Cassazione decreti il respingimento del ricorso dei monarchici e ufficializzi i dati della vittoria della Repubblica con il 54,26 per cento dei voti (rispetto ai 45,74 per cento per la monarchia).
Il governo, presieduto da Alcide De Gasperi, apertamente repubblicano, è una proiezione del Comitato di Liberazione e dei partiti che hanno combattuto contro il fascismo. De Gasperi svolge anche, provvisoriamente, le funzioni di capo dello Stato. “Per lui con la Repubblica si ricomponevano le fratture tra Stato e società, tra laici e cattolici, tra masse popolari e istituzioni” (Ezio De Mauro, La conquista della Repubblica).
Il suffragio universale:
La Repubblica nasce anche grazie al voto delle donne coinvolte per la prima volta nelle elezioni politiche. C’è da ripercorrere tutto quello che ha portato fino a quel momento tra cui “le lotte sconosciute come quelle delle maestre marchigiane che si batterono – perdendo – per il diritto di voto già agli inizi del Novecento”, come viene raccontato da Maria Rosa Cutrufelli ne Il giudice delle donne (cfr. Annalisa Cuzzocrea, La rivoluzione incompleta delle donne, Il Venerdì di Repubblica, 29 maggio 2026).
Grazie alle donne il progetto democratico si defnisce subito nel segno dell’inclusività e della partecipazione. Le elezioni sono anche l’avvio del percorso verso il riconoscimento della parità concreta dei diritti civili.
Diversi libri appena usciti danno la misura di questo cammino intrapreso con il voto. Uno di questi è Paura non abbiamo, di Serena Dandini: un libro capace di “riparare al torto che un Paese smemorato ha fatto alla memoria delle donne che, prima come partigiane e poi come Costituenti, hanno contribuito a ‘fare la Repubblica’.” (Michela Ponzani, Prefazione).
Le donne che furono elette all’Assemblea costituente pur molto diverse tra loro per provenienza sociale e appartenenza politica, si concentrarono sui temi fondamentali: uguaglianza, istruzione, lavoro e libertà che divennero la struttura portante della Costituzione. Durante la guerra avevano tenuto insieme il Paese con i loro “corpi affamati e fortissimi” (Ursula Beretta, Madri della Carta). Ora c’era da scrivere una Costituzione “e noi donne eravamo lì, finalmente, a sedere ai tavoli della Storia” (Sara Rattaro, Il vestito di mia madre).
Consigli di lettura:
Il giudice delle donne, di Maria Rosa Cutrufelli, Frassinelli (2016; 2026)
Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica, di Serena Dandini, Einaudi 2026
La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi. Storia di una rivoluzione incompleta, di Marianna Aprile, Rizzoli, 2026
Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, di Sara Rattaro, Piemme, 2026
PFM


