In arte bct

Mostre in mostra

In arte bct

 

Raffaello Sanzio (1483 - 1520)

“Finì il corso della sua vita il giorno medesimo che nacque, che fu il venerdì santo d’anni 37, l’anima del quale è da credere che come di sue virtù ha abbellito il mondo, così abbia di sé medesima adorno il cielo. Gli misero alla morte al capo nella sala, ove lavorava, la tavola della Trasfigurazione […] la quale opera nel vedere il corpo morto e quella viva, faceva scoppiare l’anima di dolore a ogni uno che quivi guardava. […] Fu data al corpo suo quella onorata sepoltura che tanto nobile spirito aveva meritato, perché non fu nessuno artefice che dolendosi non piagnesse et insieme alla sepoltura non l’accompagnasse.”
Così Giorgio Vasari descrive la morte di #Raffaello Sanzio, scomparso a soli 37 anni a Roma il 6 aprile 1520, esattamente 500 fa.  
Raffaello mosse i primi passi nella nostra regione al seguito di Pietro Perugino. Scopri di più nel sito www.raffaelloinumbria.it , guarda  il web doc realizzato da

 

 

 

 

I miti

Il mito è una storia, un racconto tramandato oralmente e poi scritto,  che fa parte della tradizione e della cultura di un popolo.

La parola “mito” deriva dal greco “mytos” che significa, appunto “parola, racconto”, solitamente narra in maniera comprensibile ciò che viene creduto, istituito o officiato. E’ una spiegazione di un fenomeno naturale, sociale o liturgico, attraverso la narrazione di gesta compiute da dei, eroi, mostri, umani o dalla natura.

Il valore simbolico del mito è universalmente riconosciuto, sia per spiegare le origini di dei, di popolazioni, di istituzioni o di attività, ma anche per spiegare fenomeni o circostanze non spiegabili razionalmente.

Si tratta di attività simboliche espressive, intuizioni estetiche con funzione rappresentativa e immaginaria della realtà.

 

Per approfondire l'argomento: http://www.treccani.it/enciclopedia/mito/

 

Il ratto d’Europa

Il mito d’Europa affonda le sue radici nella Teogonia di Esiodo e nell’Iliade di Omero. Nella Teogonia, Europa è una delle divinità marine, figlia di Teti, mentre nell'Iliade è una delle tante conquiste di Zeus.

Ma è in Ovidio che troviamo il mito narrato con più dovizia di particolari e a cui si sono ispirati per secoli gli artisti di tutto il mondo occidentale. Nel II libro delle Metamorfosi ai vv. 832 – 875 Europa, la bella figlia del re fenicio Agenore, è in riva al mare a giocare con le sue ancelle; Zeus, invaghitosi di lei, fa spostare la mandria del re, che pascolava poco distante, proprio nelle vicinanze della giovane ed egli stesso si trasforma e prende le sembianze di un bel toro bianco e mansueto. Il toro si corica ai piedi di Europa, tanto che la giovane, fidandosi della mansuetudine dell’animale intesse delle ghirlande di fiori e per gioco gliele mette sulle corna e quindi gli sale in groppa, al che il toro si solleva rapidamente e la rapisce, attraversa il mare fino all’isola di Creta, dove ha intenzione di consumare le nozze.

I miti, non del tutto concordanti, vedono Zeus che per possederla si trasforma in aquila e dalla loro unione nascono Minosse e Radamante (in alcune versione anche Sarpedonte e Carno).

Riprese le sembianze divine, Zeus lascia Europa, la quale sposerà successivamente Asterione, re cretese, che crescerà i suoi figli.

I fratelli di Europa, su volere del padre, nel frattempo cercano per tutto il Mediterraneo la sorella rapita e, una volta raggiunti i vari lidi, li governano: Fenix diviene il capo della Fenicia; Cadmo fonda la città di Tebe e Celix diviene re della Cilicia.

La parola ”Europa” probabilmente significa “grande occhio”, identificava l’ampia estensione del territorio a nord-ovest della Grecia non ancora conosciuta; la ricerca dei fratelli di Europa potrebbe alludere ai grandi scambi marittimi del Mediterraneo e ai relativi insediamenti sulle coste da parte dei Fenici.

 

Alcuni esempi di rappresentazioni artistiche del ratto d'Europa

Selinunte metopa tempio, IV sec. a. C. museo archeologico Salinas di Palermo              2       3 

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Testi sull'argomento

         

 

       

 

 

CAOS - Centro arti opificio siri

 

-Alla scoperta del Museo Aurelio De Felice-

 

La naissance du jour

 

 

Raymond Queneau parlò di 'miroglifici' a proposito dell'arte di Joan Miró: i suoi quadri sono come una lingua da imparare a leggere.
In “La naissance du jour” c’è uno sguardo all’origine delle le cose e di noi stessi, la visione del mondo prima che si dia una forma.

 

La lecture

 

 

Fernand Léger: “Il bello è dappertutto”.
Per l’artista, figlio di un contadino della Normandia, il bello brilla nelle città, nella velocità di una società che cambia, nell’uomo ordinario, nelle cose del quotidiano e anche in un momento dedicato alla lettura.

 

L'ecuyere

 

 

Marc Chagall e la grande suggestione del circo: i personaggi, gli animali, gli oggetti si staccano dalla realtà, compiono acrobazie spericolate. Il circo, come il trampolino perfetto per il mondo immaginato da Marc Chagall.

 

 

Per saperne di più CAOS - Centro arti opificio siri (Pagina Facebook)