Lavorare la terra
Il senso della terra: fare i contadini e le contadine oggi, di Blaise Hofmann (Edizioni Casagrande, 2025)

La Giornata Mondiale dell’Ambiente (World Environment Day, WED) è la principale iniziativa delle Nazioni Unite per la sensibilizzazione ambientale globale. Si celebra ogni anno il 5 giugno ed è coordinata dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), istituito nel 1972 in seguito alla Conferenza di Stoccolma sull’ambiente umano.
È un momento di riflessione profonda sulla nostra relazione con l'ambiente e su come le nostre azioni quotidiane influenzano il mondo che ci circonda. È l'opportunità di valutare il nostro impatto sull'ecosistema terrestre e di prendere decisioni consapevoli per promuovere la sostenibilità e la conservazione delle risorse naturali.
Il senso della terra: fare i contadini e le contadine oggi di Blaise Hofmann, con la traduzione di Cristian Rossatti e la postfazione di Sara Rossi Guidicelli. (Edizioni Casagrande, 2025), è una riflessione sul mondo agricolo contemporaneo.
Hofmann, nato nel 1978, ne parla in prima persona essendo cresciuto in una fattoria svizzera e, partendo dalla sua storia familiare, volge lo sguardo verso orizzonti più lontani. L’autore sottolinea un principio che guida tutto il libro: il mondo contadino non è un mondo separato.
Hofmann lo descrive in una dimensione intima e personale, per poi evidenziare come è percepito da chi lavora nel settore primario: distante, una lontananza abissale da chi vive in città. Sono tanti i temi affrontati: la questione del latte, il ruolo che giocano le catene della grande distribuzione, l’agroindustria, o ancora, l’introduzione dei pagamenti diretti dal 1996. Una cosa che riesce particolarmente bene all’autore è decostruire e ricostruire l’immaginario del contadino. Questa operazione nasce dai vari incontri che ha avuto con alcuni protagonisti dell’agricoltura svizzera e con l’ausilio della produzione cinematografica, documentaria e giornalistica che ha contribuito a disegnare questo immaginario.
Il libro, come dichiarato da Hofmann, non è un manuale di politica agricola e non pretende di dare soluzioni. L’intenzione ‘riuscitissima’ è quella di riportare il maggior numero di punti di vista, aprire il dibattito, arricchire il discorso con nuovi aspetti e sfumature e condividere le informazioni.
Non mancano nel saggio le critiche all’attuale sistema.
Nel capitolo Fare la contadina in cui viene descritta Anne Chenevard, agricoltrice e infermiera, fondatrice e presidente della Faireswiss troviamo anche la descrizione del contadino tipo. Faireswiss è una cooperativa che si batte per il latte onesto ovvero il prezzo del latte pagato al produttore il dovuto, più di un franco al chilo. Nel libro si fa riferimento alla valorizzazione dalla regola di Sylvie Brunel - docente di geografia alla Sorbona, ha lavorato per molti anni in diverse ONG - quella delle 5 R: Rispetto per chi lavora per nutrirci, Riconoscimento dei suoi sforzi, Riunione tra mondo rurale e urbano per comprendere meglio la complessità dell’agricoltura moderna, Responsabilità del consumatore verso il benessere degli agricoltori e Remunerazione dignitosa per i servizi resi.
La Regola delle 5 R è certamente condivisa dai contadini, ma sarà ben accetta dai ‘non contadini’?
A chi è rivolto il libro? Possiamo supporre che è per tutti quanti, contadini e non, a patto di poter mettere in discussione le nostre posizioni e capire la complessità del sistema agricolo che non può essere considerato un mondo a parte, di pochi.
Con uno stile chiaro, il saggio di Hofmann non è solo un reportage sulla situazione del mondo contadino, ma una vera analisi sociale.
Trovi il libro al secondo piano sullo scaffale dedicato al ‘Progetto Scienza e tecnica ’ alla collocazione LAB A 296
Hofmann esprime una speranza: che si possa ricostruire un sodalizio tra mondo urbano e rurale. «Crescere in una fattoria è un regalo e questo libro forse non è altro che un tentativo di restituire una parte di quanto ho ricevuto».
MRC


