Sapori orientali

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‘Invito a un banchetto: sapori e storie della cucina cinese’ (Add editore, 2025) di Fuchsia Dunlop

Sapori orientali


Nel libro ‘Invito a un banchetto: sapori e storie della cucina cinese’ (Add editore, 2025) Fuchsia Dunlop ci introduce all’interno di una rinomatissima cucina. Leggendolo comprendiamo come parlare di cucina cinese sia riduttivo. "Certo ci sono alcuni tratti in comune fra le diverse cucine cinesi: l’uso delle bacchette e il cibo tagliato a pezzetti, la centralità dei legumi fermentati e del tofu, l’assenza di latticini, l’onnipresenza dei piatti al vapore saltati […] Ma al di là di questi termini così generali, le tradizioni cinesi locali e regionali sono così diverse che resistono a qualunque definizione unitaria" (a pagina 391 del libro).
Il volume, con la traduzione, a quattro mani a cura di  Anita Taroni e Stefano Travagli, è corredato dalle illustrazioni di Lucrezia Viperina. La Dunlop è stata la prima occidentale a studiare come chef all’Istituto superiore di cucina del Sichuan. Nata in Inghilterra, ha dedicato alla tradizione culinaria cinese trent’anni di viaggi e ricerche, oltre che diversi libri e articoli. "Ho assaggiato ingredienti e piatti straordinari, più di quanti avrei mai immaginato fosse possibile. È stata questa la mia vera formazione: saggiare, assaggiare e assaggiare di nuovo, gustare i sapori delle diverse regioni, sperimentare le infinite variazioni della cucina cinese, verificare cosa significano nella pratica – in bocca e sulla lingua – le teorie, le descrizioni, le leggende e le ricette" (a pagina 11 e 12 del libro). Tutto ebbe inizio in Inghilterra quando la famiglia ordinava dei takeaway. "Secondo alcuni, nacquero quando i clienti che non riuscivano a prenotare un tavolo al celebre Lotus House di Bayswater, a Londra, cominciarono a chiedere di portare il cibo a casa; secondo altri, furono inventati al Local Friends, il locale di Charlie Cheung a Limehouse, la prima Chinatown di Londra. Ma quando i primi hongkonghesi, in maggioranza uomini, furono raggiunti da mogli e figli in base alle nuove norme del Commonwealth Immigrants Act del 1962, i ristoranti cinesi diventarono imprese familiari, e i takeaway proliferarono in tutto il Paese" (a pagina 13 del libro).
Il corposo libro, più di cinquecento pagine, è suddiviso in quattro parti - Il focolare; La fattoria: scegliere gli ingredienti; La cucina: tecniche culinarie; La tavola: cibo e idee - che accompagnano il lettore nelle cucine della Cina. L’autrice propone di esplorarle attraverso piccole tappe, in un itinerario che percorre la linea sottile di tecnica e magia, di conoscenza degli ingredienti e sperimentazione. 
Una cucina che ha alle spalle una storia millenaria. "Dal fuoco e dal riso, fino ai più ricercati metodi di cottura e al cerimoniale della tavola. Bocconcini di pollo con peperoncini alla maniera di Chongqing, spaghetti tagliati al coltello, mapo tofu, ravioli ripieni di brodo, ricette vegetariane della tradizione buddhista: ognuno di questi ventotto capitoli illustra un piatto o una tecnica culinaria, oltre a presentarci i professionisti del settore, i cuochi dilettanti, i gourmet, in un racconto che intreccia storia culturale e inguaribile passione per il cibo" (nella seconda di copertina).
Sfogliando il libro scopriamo come il binomio cibo e salute sia stato sempre presente nella loro cultura. "La cultura gastronomica cinese offre molte prospettive utili al dibattito contemporaneo su salute e questioni ambientali. Da secoli in Cina si discute di come mangiare bene e in armonia con la natura. La dieta tradizionale si basa principalmente su cereali e verdure, con il consumo di modeste quantità di carne e pesce per aggiungere un po’ di sapore e sostanze nutritive" (a pagina 27 del libro).
Trovi il libro in sala Infodiv. alla collocazione DIV 641.595.DUN.1

Il cibo non è un semplice mezzo di sostentamento, è un linguaggio che parla di storia, geografia e anima di un popolo. Possiamo capire la cultura anche mangiando. 
Che il vero banchetto abbia inizio. 
MRC