Olimpiadi invernali

SaggiConsigli

Cortina 1956. Un’Olimpiade tra Guerra fredda e Dolce vita’ di Andrea Goldstein con la prefazione di Francesco Giavazzi, Rubettino, 2025 ; I grandi campioni delle olimpiadi invernali da Cortina 1956 a Cortina 2026, di Valerio Iafrate con la prefazione di Giovanni Malagò, Newton Compton, 2025

Olimpiadi invernali

La fiaccola olimpica si accende a Milano-Cortina 2026. L'evento che catalizza gli occhi del mondo inizia con la cerimonia di apertura il 6 febbraio 2026 e, per chi vuole conoscere o approfondire questa importante manifestazione sportiva, proponiamo due libri appena arrivati in biblioteca: il primo, un saggio storico, tratta della prima Olimpiade bianca in Italia tenutasi nel 1956, l’altro parla dei campioni olimpici invernali di tutti i tempi, i grandi che sono saliti sul podio. ‘Cortina 1956. Un’ Olimpiade tra Guerra fredda e Dolce vita’ (Rubettino, 2025) di Andrea Goldstein con la prefazione di Francesco Giavazzi è un saggio che fa assaporare il clima olimpico di settant'anni fa. Dopo aver letto il libro, comprendiamo bene cosa sono per l’Italia le Olimpiadi invernali ed in particolare le prime ospitate nel 1956. La loro organizzazione, come sempre accade, non fu senza problemi, tanto è che l’autore ammette che sarebbe ingenuo proporre un breviario di buone pratiche distillate dall’esperienza 1956. Soprattutto perché i tempi sono cambiati e con essi le gare, gli atleti, i tecnici, gli spettatori, gli sponsor, gli investimenti, le proteste, gli scandali, insomma le cifre associate a queste voci si sono moltiplicate. Nel libro, Goldstein parte da lontano: dalla scoperta delle Dolomiti, dell’alpinismo e dello sci. Traccia una profilo storico delle Olimpiadi che hanno preceduto Cortina 1956: da Chamonix nel 1924 fino a Oslo nel 1952.  Spiega come nacque quella candidatura, come erano organizzati i Giochi. Collaborarono le Forze armate e la Chiesa. Non solo gli impianti e l’organizzazione: l’autore ricorda anche i medagliati di quella Olimpiade non tralasciando neanche i vincitori delle medaglie di legno. Non dimentica neanche l’importanza dei media che divulgarono l’evento e degli aristocratici che animarono quella che definisce la Regina delle Dolomiti. Una Dolce Vita invernale fatta di feste sfarzose in ville private e di serate nei saloni addobbati dei grand hotel. La manifestazione ebbe risvolti positivi per il turismo, lanciò Cortina tra le mete di vacanza e sport del jet set internazionale. Furono le prime olimpiadi trasmesse in diretta dalla televisione, le prime in cui una donna lesse il giuramento degli atleti, le prime in cui le due Germanie concorsero sotto la stessa bandiera. E se le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 vengono definite le prime della sostenibilità, Goldstein afferma che già nel 1956 Cortina e l’Italia rivendicavano la sostenibilità non solo ambientale, socioculturale e pure istituzionale. Ma puntualizza che alcune scelte non furono proprio ben fatte, soprattutto riguardo alle infrastrutture che fecero sorgere non pochi sospetti. Andrea Goldstein chiude con una citazione di Dino Buzzati che il 5 agosto del 1952 scriveva sul Corriere della sera: la natura sta diventando un’autentica ricchezza. Di tale ricchezza le Dolomiti sono una miniera prodigiosa che il mondo sempre più ci invidierà. Ma se la si sfrutta ciecamente, per la smania di pomparne i soldi, un bel giorno non ne resterà una briciola.E questa affermazione la dice lunga sui corsi e ricorsi della storia.
Trovi il libro in sala Infodiv. alla collocazione DIV 796.98.GOL.1
Nel libro ‘I grandi campioni delle olimpiadi invernali. Da Cortina 1956 a Cortina 2026’ (Newton Compton, 2025)  Valerio Iafrate racconta tante storie, parla di molti personaggi degli ultimi settant'anni di Olimpiadi bianche e annovera cento fatti curiosi che hanno caratterizzato l’epopea invernale a cinque cerchi. La prefazione è a cura di Giovanni Malagò. Non è stato facile per il Coni di Malagò arrivare a questi Giochi (battuta Stoccolma e la Svezia), così come non fu facile allora per l'Italia avere i suoi Giochi, arrivati ora a quota quattro. A Cortina 1956 debuttò per la prima volta in una Olimpiade, estiva o invernale che fosse, l'Unione Sovietica. Ora la Russia non ci sarà, se non con pochissimi atleti “neutrali”. Ma questa è un'altra storia. Di guerra, purtroppo.
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Concludo con una frase del plurimedagliato atleta giamaicano che leggiamo in apertura del libro di Iafrate: I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre (Usain Bolt). 
MRC