Rosellina Archinto
Una vita per i libri

A qualche giorno dalla sua scomparsa avvenuta il 22 agosto a 93 anni ricordiamo Rosellina Archinto che, insieme a poche altre donne come Inge Feltrinelli ed Elvira Sellerio, ha lasciato un segno profondo nell’ambiente dell’editoria italiana. E’ stata definita una pioniera, un’intellettuale cosmopolita e raffinata ma, soprattutto, una donna indomabile.
Già nel 1966, al ritorno da un soggiorno di studio negli Stati Uniti per perfezionarsi in economia aveva fondato la Emme edizioni (M era l’iniziale del suo cognome) con cui aveva innovato profondamente un settore come quello dell’editoria per bambini, considerato fino ad allora marginale e poco attrattivo rispetto all’editoria per adulti.
Seppe scegliere per il suo progetto i più grandi nomi tra gli autori e gli illustratori italiani e stranieri. Grazie alla collaborazione di Bruno Munari, Iela ed Enzo Mari (genitori dello scrittore Michele Mari), Leo Lionni, Maurice Sendak, Emanuele Luzzati, cominciò “molto presto a spettinare i codici culturali nell’Italia degli anni Sessanta, un paese alla ricerca di una veste anche nell’editoria” (Simonetta Fiori, La Repubblica, 23 agosto 2026).
I suoi libri furono premiati e anche i riconoscimenti internazionali non si fecero attendere.
Le sue scelte, così in anticipo sui tempi, non ebbero tuttavia altrettanta fortuna sul piano finanziario e fu costretta a svendere il suo prestigioso marchio che, dopo diverse vicissitudini, approdò al gruppo Einaudi e poi a Mondadori.
Nonostante tutto continuò a coltivare il sogno di pubblicare libri fuori dal coro, libri “a modo suo” avrebbe detto più tardi in un’intervista e nel 1985, fondò un’altra casa editrice, altrettanto elegante e raffinata, Archinto, per la quale attinse al cognome del primo marito e padre dei suoi cinque figli, che lei continuò ad usare anche dopo la fine del matrimonio.
Di nuovo si disse che aveva fatto una scelta azzardata, di grande qualità e prestigio dando vita a un catalogo destinato a un pubblico selezionato e di nicchia: epistolari letterari, lettere d’amore, di viaggio di artisti e musicisti, saggi poco conosciuti di autori pur di rilievo internazionale. L’idea le era venuta a Parigi spigolando tra le bancarelle dei bouquinistes.
Il tempo le diede ragione e la casa editrice Archinto ancora esiste a distanza di quarant’anni.
Assorbita dal gruppo Rcs libri nel 2003, Rosellina Archinto a ottantadue anni, nel 2015, ebbe uno scatto di orgoglio, ricomprò il suo marchio e continuò a pubblicare i libri che le piacevano e in cui si riconosceva. Il tempo ha dato ragione alla sua intraprendenza e al suo anticonformismo.
Sopravvive anche una terza casa editrice: BabaLibri, di nuovo per bambini, da lei fondata insieme a sua figlia Francesca.
In bct sono presenti una quarantina di volumi da lei pubblicati con Archinto. Gli autori sono, per citarne qualcuno, Anna Maria Ortese, John Keats, Yasmina Reza, Antonia Pozzi, Alberto Manguel. Quest’ultimo, elegante bibliofilo e raffinato autore di saggi sul tema della lettura e dei libri dopo essere stato per anni il più stretto collaboratore di J.L. Borges, fu fatto conoscere ai lettori italiani proprio da Rosellina Archinto attraverso opere come Diario di un lettore, Il libro degli elogi, La biblioteca di notte, Dizionario dei luoghi fantastici. Il giorno dopo la scomparsa della sua editrice Alberto Manguel ne ha steso un affettuoso ritratto ricordando tra i suoi tratti più caratteristici il sorriso accattivante, l’intelligenza acuta come un rasoio, l’amore sconfinato per i libri, ma anche l’indipendenza e il coraggio di una donna controcorrente che ha saputo sempre difendere le sue scelte (Alberto Manguel, La Repubblica, 23 agosto 2026).
Potete trovare i titoli pubblicati da Archinto editore nel catalogo di bct.
PFM


