Insegnare
La luce e l’onda, di Massimo Recalcati (Einaudi, 2025)
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Massimo Recalcati riprende un discorso che una decina di anni fa aveva iniziato nel libro L’ora di lezione (Einaudi, 2014) e approfondisce ancor di più la centralità e la poetica che caratterizza il ruolo dell’insegnante.
L’educazione è il terreno da semina per far crescere il futuro dei cittadini migliori. In quest’epoca in cui viviamo una crisi profonda delle istituzioni scolastiche e un dilagare della tecnologia (l’intelligenza artificiale su tutto) parlare del mestiere dell’insegnante è urgente, non solo necessario. Il libro è una bussola che permette di ritrovare la giusta strada. Per Recalcati il mestiere dell’insegnante è poetico, trasformativo, capace di segnare le vite risvegliando i desideri e orientare il pensiero.
Se ne L’ora di lezione aveva raccontato la scuola e la figura dell’insegnante in un nuovo modo, in questo libro l’affronta in una forma più radicale, restituendo al maestro un ruolo centrale: non un burocrate della conoscenza ma un testimone di cultura, libertà e passione.
Due sono le immagini che meglio rappresentano questa dimensione.
La luce è la parola del maestro che accende la fame di conoscenza e illumina il sapere, rendendolo accessibile. Non si parla di fornire la chiarezza come una spiegazione sterile bensì bisogna attribuire significato alle cose in modo dinamico, aperto al desiderio di conoscenza attraverso un libro, un concetto, una materia: erotizzare il sapere per Recalcati è il potere intrinseco dell’insegnare.
L’onda è quella forza imprevedibile che si abbatte sulla vita reale. Travolge ogni teoria costringendo coloro che apprendono a reinventarsi le loro conoscenze. L’educazione non è completa se non viene assimila, se non diventa esperienza incarnata. Lo studente solo dialogando con il reale smette di essere un mero contenitore di nozioni per diventare un soggetto del sapere. Preparare i discenti ad affrontare l’onda significa formarli a gestire il fallimento, l’incertezza e il cambiamento, facendo del sapere la propria bussola direzionale.
Trovi il libro in sala Infodiv. alla collocazione DIV 306.43.REC.2
La scrittura di Recalcati è ricca di pathos ma misurato: usa un linguaggio che miscela sapientemente riflessione filosofica, riferimenti psicanalitici (Deleuze, Lacan), memorie personali con una forma narrativa che alterna passaggi teorici ad altri poetici in modo chiaro, amabile.
La luce e l’onda è una riflessione profonda sul senso stesso della cultura, sulla necessità di incontri trasformativi, sull’urgenza di maestri capaci di illuminare e accompagnare le nuove generazioni in un mondo sempre più complesso. Può infine la Scuola essere assoggettata dalla logica dell’impresa e della produzione per favorire invece la capacità di pensare e di apprendere in modo criticamente soggettivo? Perché non è questo, alla fine, il vero compito della Scuola: rendere il desiderio di sapere una forma viva della vita?
MRC


