Quasimodo cantato

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Il 14 giugno 1968 muore a Napoli Salvatore Quasimodo 

Quasimodo cantato

Cinquantatré anni fa, Il 14 giugno del 1968, mentre il poeta si trovava ad Amalfi per presiedere un premio di poesia, venne colpito da un ictus, che lo condusse alla morte poche ore dopo: il cuore del poeta smise di battere sull'auto che lo stava trasportando all'ospedale di Napoli.
Per celebrare questo anniversario proponiamo un aspetto ‘musicale’ che forse non tutti conoscono.
Alcune famose poesie di Salvatore Quasimodo sono state musicate e cantate da  Domenico Modugno, che lo stesso poeta apprezzava definendolo ‘un rapsodo, cantante di monodie o di architetture corali’.
Nella interpretazione del famoso e popolare cantante, Le morte chitarre e Ora che sale il giorno.

Le morte chitarre
La mia terra è sui fiumi stretta al mare,
non altro luogo ha voce cosí lenta
dove i miei piedi vagano
tra giunchi pesanti di lumache.
Certo è autunno: nel vento a brani
le morte chitarre sollevano le corde
su la bocca nera e una mano agita le dita
di fuoco. 
                Nello specchio della luna
si pettinano fanciulle col petto d’arance.
Chi piange? Chi frusta i cavalli nell’aria
rossa? Ci fermeremo a questa riva
lungo le catene d’erba e tu amore
non portarmi davanti a quello specchio
infinito: vi si guardano dentro ragazzi
che cantano e alberi altissimi e acque.
Chi piange? Io no, credimi: sui fiumi
corrono esasperati schiocchi d’una frusta,
i cavalli cupi i lampi di zolfo.
Io no, la mia razza ha coltelli
che ardono e lune e ferite che bruciano.

 

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchie mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli!

EG