Ravel

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‘Ravel’ di Vladimir Jankélévitch, Abscondita, 2018

Ravel

Il sette marzo 2025 ricorrono i centocinquant’anni dalla nascita del compositore Maurice Ravel (Ciboure, 7 marzo 1875 – Parigi, 28 dicembre 1937). Ravel è conosciuto da tutti per Boléro, l'opera che gli fece ottenere la fama che non era riuscito a raggiungere con quelle precedenti. Dal debutto, il 12 agosto 1928,  Boléro è divenuta una delle opere più iconiche del ventesimo secolo e uno dei pezzi più eseguiti al mondo.
Il Boléro riempie una mezz’ora di musica con un tema di sedici battute, senza sviluppi né variazioni, variando soltanto la strumentazione, aggiungendo vai via nuovi timbri, flauto, clarinetto, oboe, oboe d’amore, trombone e sassofono, mentre il tamburo insiste senza tregua nel suo ritmo ossessivo (a pagina 69 del libro).
Vladimir Jankélévitch (1903-1985), filosofo francese e grande esperto di musica, nel libro Ravel disquisisce sul musicista e più in generale riflette sulla musica moderna.
Il libro, pubblicato nel 1962 per Mondadori con la traduzione di Laura Lovisetti Fua, è stato successivamente edito da Abscondita nel 2018.  Vladimir Jankélévitch parla delle fonti, delle influenze della musica di Ravel e del rapporto con il compositore Claude Debussy, suo predecessore. Debussy e Ravel guidarono l'innovazione musicale dei primi trent'anni del Novecento, in Francia e ben oltre i suoi confini, esprimendosi ai più alti vertici nelle composizioni per pianoforte e utilizzando, con raffinata eleganza, diverse espressioni musicali. L’arte ‘raveliana’, caratterizzata da una raffinata perizia compositiva, è segnata nello stesso tempo da una sofisticata ricerca stilistica che si realizza nell'uso di un linguaggio musicale eclettico e nella fusione con il repertorio consumistico. Il filosofo difende anche con delicatezza e sensibilità la musica di Ravel, la cui voluttà sonora, come confida, a volte lo commuove fino alle lacrime…
Il volume è suddiviso in tre parti dove esamina a fondo tutta l’opera e le influenze del compositore: L’evoluzione, Il mestiere e Appassionato.

Trovi il libro in sala Cinefonoteca alla collocazione DIV 780.92.RAV.JAN.1 e i materiali multimediali (cd e video) in altre collocazioni. Consulta il catalogo.

Ravel è profondo proprio perché è superficiale: ed è il prototipo della profondità limpida, quella di Vermeer e di Terborch, che s'identifica completamente con la precisione, ed è il contrario della profondità dialettica. [...] Ravel, l'artista più scaltro che mai sia esistito, fu anche la creatura più puerile che si possa immaginare, [...] In mezzo a tutte le monellerie più o meno sospette del dopoguerra, in mezzo a tutte le forme concertate e preordinate dell'infantilismo moderno, Maurice Ravel rappresenta l'innocenza.
La sua morte ha segnato la fine della nostra innocenza
(nel risvolto di copertina).
MRC