Un satirico ventennio
Le rose del ventennio, Gian Carlo Fusco, introduzione di Alessandro Robecchi e una nota finale di Beppe Benvenuto, Sellerio, 2026

Gian Carlo Fusco nel libro ‘Le rose del ventennio’ (Sellerio, 2026) racconta con una scrittura a cavallo tra la satira e l’osservazione stupita il ventennio nero mussoliniano e i costumi del littorio. L’autore fu uomo dalle mille vite: sul finire degli anni Quaranta, dopo aver combattuto in Albania, fu pugile durante il fascismo, nei meandri occulti di una La Spezia anarchica e antifascista, poi si stabilì a Viareggio. E lì, essendo anche uomo di spettacolo, diresse uno dei locali più rinomati della Versilia. Dopo ogni serata era solito intrattenere un gruppo di amici raccontando episodi paradossali, seppur veri, che aveva vissuto al fronte o rievocando figure e casi del ventennio fascista. Manlio Cangogni (scrittore e giornalista), uno di quegli amici, gli consigliò di scrivere quelle storie, così come le raccontava. Realizzata una raccolta di scritti la presentò a Mario Pannuzio, direttore del settimanale più in vista all’epoca: Il Mondo. I racconti quando uscirono ebbero talmente successo che alcuni anni dopo Giulio Einaudi li raccolse in un libro dal titolo ‘Le rose del ventennio’. Pubblicato la prima volta dall’editore torinese nel 1958, la casa editrice palermitana lo ripropone a distanza di ventisei anni dai suoi primi tipi (2000) in una nuova edizione arricchita con l’introduzione - Il ventennio cringe - di Alessandro Robecchi e una preziosa nota finale di Beppe Benvenuto. Fusco narra in modo grottesco il regime, non riferendosi a grandi fatti storici ma alla quotidianità con episodi e storie ambientate in quella precisa epoca storica. Si comprende bene leggendo il libro come il grottesco sia l’autorità. C’è da chiedersi se fu questo il fattore che determinò lo scarso successo: pur essendo pubblicato da una casa editrice di grande rispetto, ebbe una diffusione modesta. In ricordo della battaglia di meringhe al Caffè Castran narrato in ‘Tomislavo senza regno', uno degli otto racconti di cui si compone il libro, gustiamo quelle specialità. Leggi tutto.
MRC


